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Blefaroplastica e altre cure estetiche

Blefaroplastica (riduzione della pelle in eccedenza sulle palpebre) e altro, cosa è mutuabile? Cioè cosa possiamo chiedere al nostro medico di famiglia? Se ci sono le condizioni sotto riportate si!
Abbiamo diritto alla salute estetica?
Il diritto alla salute è costituzionalmente protetto e riportato nell’art. 31: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.

La bellezza estetica può diventare un diritto?

L’OMS (organizzazione mondiale della sanità), già nel 1946, definiva la salute come  “lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non semplice assenza di malattia”.
L’evoluzione sociale e culturale  ha innalzato il concetto di benessere psicofisico della persona a diritto.
Il diritto alla salute estetica  è stata, per lungo tempo, legato alle solo patologie di chirurgia plastica ricostruttiva-riparativa, legata alle grandi patologie invalidanti. Questo diritto, con il passare del tempo, e il mutare del concetto di salute, si è ampliato ricomprendendo anche la chirurgia estetica non ricostruttiva.
Il  legame tra la psiche della persona e l’accettazione del suo aspetto esteriore ha avuto un riconoscimento scientifico; la discrepanza tra questi due aspetti è fonte di malattia a livello psicologico.

CHIRURGIA ESTETICA MUTUABILE

La ASL riconosce le seguenti cure estetiche per restituire al paziente una condizione di benessere psicologico.:
mastectomia e ricostruzione del seno dopo una forma di tumore
intervento al seno che presenta malformazioni congenite o che per la grandezza possa danneggiare la colonna vertebrale
traumi o ustioni causati per malformazioni o infortuni
labbro leporino
setto nasale deviato
obesità, in caso di obesità grave (chirurgia bariatrica) e conseguente addominoplastica  per correggere il derma in eccesso
correzione delle orecchie a sventola.

CHIRURGIA ESTETICA un diritto?

Qui il diritto alla salute diventa un concetto con contorni  liquidi. Avere un “difetto” estetico che ci impedisce di relazionarci con gli altri può diventare un diritto?
La psicoanalista Adele Nunziante Cesaro, docente di Psicologia clinica all’Università di Napoli Federico II in un intervista ha dichiarato: «In linea teorica perché no? Se c’è un diritto alla salute, e alla salute mentale, è legittimo un diritto alla bellezza in quanto sentirsi belle e avere un quoziente di autostima più alto può rendere più felici»
Una donna che è ricorsa alla chirurgia additiva del seno dice:” Non l’ho deciso per esibire il mio corpo, ma per sentirmi meglio. Non si è trattato di una semplice vanità. Piuttosto, di una vanità necessaria”.

CONCETTO DIRITTO ESTETICO in giurisprudenza

La Cassazione nel 1991 tuonava: “la portata di un trattamento di chirurgia estetica, esercitato su di una condizione di normalità biologica o, comunque, non patologica, è da ritenersi, in assenza di finalità quantomeno indiretta, da porre in seria discussione. O da classificarsi senz’altro come mera pratica cosmetica, tra i trattamenti medici senza alcuna finalità terapeutica”.
Contro invece una Corte di Appello di Lione del lontano  27 Maggio 1935  “certe anomalie fisiche che non alterano la salute possono avere gravi influenze sulla vita sociale e sullo stato mentale dei soggetti […]. E’ giustificato un intervento chirurgico, anche se non del tutto esente da rischi, richiesto da un bisogno morale, lecito in quanto pone riapro ad una infermità dello spirito danneggiato quanto la malattia fisica”.
La pratica chirurgica estetica oggi nel 2020  viene eticamente ritenuta  necessaria  in tutti quei casi in cui gli inestetismi  condizionano la vita sociale, affettiva e lavorativa,  portando un malessere nella vita della persona.

COME PUOI FARE A RICHIEDERE LA MUTUABILITA’?

Se esiste un disagio psicologico nella vita sociale, affettiva e lavorativa di una persona, per un problema estetico, accertato da una perizia psicologica/psichiatrica si può ipotizzare di chiedere alla ASL l’intervento estetico. In caso di diniego non resta che ricorrere all’autorità giudiziaria chiedendo la  tutela del proprio diritto alla salute. Salute nell’ampia accezione elaborata dall’OSM “lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non semplice assenza di malattia”.
Anche per la Blefaroplastica, quando assume il carattere di una malattia dell’anima, si può ipotizzare lo stesso diritto di tutela.

GRAZIE DI AVER LETTO L’ARTICOLO

Abbiamo realizzato questo scritto per informare i malati e chi necessita di blefaroplastica.
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