bocciato: ma il TAR dà ragione allo studente

bocciato: ma il TAR da ragione allo studente bocciato: ma il TAR da ragione allo studente

bocciato per troppe assenze

Bocciato per aver superato il monte orario minimo per accedere alla classe successiva.
Forse non tutti sanno che la normativa di riferimento è il D.P.R. n. 122 del 2009.
In particolare l‘art. 14 tratta delle assenze:  ” A decorrere dall’anno scolastico di entrata in vigore della riforma della scuola secondaria di secondo grado, ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo annodi corso, per procedere alla  valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario  annuale personalizzato…”


Si può limitare il giudizio alla solo somma numerica delle assenze?

Cioè è sufficiente che un’alunna abbia frequentato un giorno in meno, dei  3/4 obbligatori, per essere bocciato? Secondo una scuola pugliese sì!
La madre, sconcertata, decide di impugnare la decisione davanti al TAR; denuncia  che la scuola ha omesso di:
– comunicare che le troppe assenze avrebbero pregiudicato l’anno scolastico;
–  valutare se lo studente avesse comunque acquisito le competenze richieste dal ciclo frequentato;
–  vagliare le ragioni che avevano tenuto lontano lo studente dalla scuola;
–  verificare se fosse possibile stabilire una deroga.

ART. 14 e deroghe

l’articolo che stabilisce il monte orario minimo (3/4) ci dice ache che: ” Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo prevede che, ai fini della validità dell’anno scolastico, ivi compreso l’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ogni studente, sia richiesta la frequenza ad almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato.

sentenza (sezione II di Lecce) del 25 maggio 2018 n. 899 : 

a) circolare n. 20/2011 ministero istruzione

Il TAR  ha accolto le richieste della  madre annullando la bocciatura.
I Giudici e hanno censurato la scuola per non aver valutato se, il caso del ragazzo, potesse  rientrare in quelli eccezionali previsti dall’art. 14.   Cioè se le assenze fossero: documentate, continuative e non impedissero di valutare il raggiungimento degli obiettivi scolatici.
Il TAR ha ricordato anche che, la  circolare del Ministero dell’Istruzione n. 20/2011,  prevede ipotesi di deroga al limite dei 3/4 per:
– gravi motivi di salute adeguatamente documentati;
– terapie e/o cure programmate;
– donazioni di sangue;
– partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni
riconosciute dal C.O.N.I.;
– adesione a confessioni religiose..

b) equiparazione tra problemi di salute e gravi problemi familiari

I Giudici hanno ritenuto che il momento di difficoltà, vissuto dal ragazzo, a causa di gravi problemi familiari, potesse essere inquadrato tra ” i gravi motivi di salute”.
Accogliendo così il più ampio concetto di salute  offerto dall’O.M.S.
Secondo cui, la salute,  è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”.
Inoltre nel caso in esame  era stato dimostrato che, nonostante le assenze, l’alunno,  appariva idoneo al passaggio alla classe successiva.

c) presenza scolastica, PROFICUO apprendimento

Il Tar , aderendo all’orientamento prevalente ha ribadito che   “la presenza scolastica va valutata quale mero presupposto per un proficuo apprendimento dell’alunno ma se egli, sebbene riporti numerose assenze, non evidenzi tuttavia problemi sul piano del profitto, tale presupposto non va interpretato con eccessiva severità, dal momento che una bocciatura motivata solo dal numero delle assenze potrebbe ingiustificatamente compromettere lo sviluppo personale ed educativo di colui che, dal punto di vista dell’apprendimento e dei risultati conseguiti rispetto agli insegnamenti impartiti, sarebbe stato altrimenti idoneo al passaggio alla classe successiva. 

D)motivazione rafforzata

Il Tar pone quindi l’accento anche sulla motivazione della bocciatura.
Accertata la presenza di gravi problemi di salute (problemi familiari)  e di competenze scolastiche comunque acquisite,  il Corpo Docenti avrebbe dovuto valutare con particolare attenzione l’ipotesi di una bocciatura.  Bocciatura che avrebbe dovuto essere sostenuta da una motivazione rafforzata!
E non limitarsi alla somma numerica delle assenze e quindi allo “sforamento” del monte orario.fattiva collaborazione.

e) bocciatura e suo significato

Come tutti sappiamo chi è bocciato non si è dato da fare. Non bisogna quindi attribuirgli un diverso significato, è il principio cardine che vale in ogni ambito dell’esistenza “chi sbaglia paga”.
Se invece, come nel nostro caso, il ragazzo aveva studiato, essere bocciato sarebbe stata un grave ingiustizia.
Come ci dice il TAR : far ripetere l’anno scolastico ad un alunno nonostante abbia riportato tutti voti sufficienti, costituisce misura che può gravemente nuocere al suo percorso formativo e di vita, in quanto lo costringe a ripetere insegnamenti già acquisiti ed a perdere l’opportunità di apprendere, nella classe superiore, nuove conoscenze, comportando, in ogni caso, un ritardo nel suo corso di studi”.

F) rapporto di fattiva collaborazione tra famiglia e corpo docenti

Il Collegio dei giudici interviene anche sul rapporto tra scuola e famiglia.
Ribadisce il TAR  che deve esserci una  fattiva collaborazione tra la famiglia e la scuola, basata sulla reciproca fiducia.
Nel caso che trattiamo la scuola avrebbe dovuto comunicare alla famiglia le troppe assenze; convocare i genitori per valutare se ci fossero dei problemi legati alle assenze; rendere noti i rischi di una non ammissione. Tutte questa attività sono mancate.
La società è cambiata, i genitori lavorano, il tempo da poter dedicare ai figli si è inesorabilmente assottigliato.  Pertanto la Scuola deve essere promotrice degli interessi delle studentesse e degli studenti anche davanti alla famiglia, sollecitando azioni e riflessioni comuni.

Lo Studio legale Bearzotti si occupa di ogni problematica relativa all’istruzione scolastica, chiamateci per un colloquio informativo.

Grazie di aver letto l’articolo

 

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