BONIFICO POSTALE hackerato? La banca deve risarcire!

BONIFICO POSTALE hackerato? La banca deve risarcire! BONIFICO POSTALE hackerato? La banca deve risarcire!

BONIFICO POSTALE on line

Bonifico postale con Poste Italiane, o con qualunque altro Istituto di credito, on line è, ormai, alla portata di tutti.
Non serve nemmeno il computer. Ogni Istituto ha creato delle applicazioni (APP) per smartphone (cellulare) che ci permettono di eseguire un bonifico bancario in pochi secondi.
La domanda è la seguente: il cliente che tutela ha operando da solo; cioè senza andare allo sportello?
La Cassazione, in questa sentenza appena pubblicata, se ne occupa e chiarisce i diritti del consumatore: il correntista.

IL fatto

Un correntista di Poste Italiane, Tizio, è abilitato a operare  on line. Caio, persona del tutto sconosciuta a Tizio, non si sa bene come, riesce a entrare in possesso dei codici di accesso del conto di Tizio.
Caio, esperto truffatore, una volta effettuato l’accesso on line, si invia un bonifico per l’importo massimo consentito: ben  euro 5500,00.
Tizio si rivolge  alle Poste Italiane contestando la paternità del pagamento e chiedendo il rimborso dei denari.

la vicenda giudiziaria e i principi espressi dalla cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 13 febbraio – 12 aprile 2018, n. 9158

La banca nega qualunque responsabilità; il Tribunale, in primo grado, le dà torto, dichiarando che Tizio dovrà essere risarcito del bonifico postale.
In Appello la situazione si ribalta.
Il Cliente, adisce la Suprema Corte che conferma la decisone del Tribunale.
Ci dice la Cassazione:
1)  la Banca è titolare di un rischio professionale, del prestatore di servizi di pagamento – un po’ come lo è il cassiere dello sportello, che è inevitabile possa compiere degli errori maneggiando denari tutto il giorno – pertanto è prevedibile che le operazioni on-line siano rischiose e pericolose.
2) Il cliente deve essere garantito affinché possa avere fiducia nella sicurezza del sistema.
3) La Banca è tenuta quindi ad adoperarsi per proteggere i suoi clienti,  con misure destinate a verificare la riconducibilità  delle operazioni alla volontà del cliente.
Per questo ormai siamo stati muniti di codici: chiavette o-key, codici numerici, password temporanee usa e getta e altro, che ci vengono richiesti per confermare una qualsiasi operazione banking.
4) Pertanto, se la banca non prova il comportamento doloso del cliente (mi sono messa d’accordo con l’hacker) o di colpa grave  (es: lasciare codici di ingresso e chiavetta o-key sulla scrivania, o al bar) dovrà risarcirlo.

risarcibilità dell’operazione banking

La Banca  è titolare di un’attività pericolosa,  per la quale  è richiesta una diligenza di natura tecnica.
Significa che, la Banca, è tenuta a  proteggere i correntisti con misure idonee a garantire che l’operazione on-line sia riconducibile SOLO al titolare del conto e non a altri. Se la banca non può provare ciò, e il cliente non sia in dolo o colpa grave (vedi paragrafo sopra), è tenuta a risarcire il correntista; quindi a rimborsare il bonifico postale

Se avete delle questioni in sospeso con le Banche chiamate lo studio, le analizzeremo insieme per trovare la soluzione!

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