Figli adottivi

Figli adottivi: gli ultimi dati disponibili, resi noti dalla Commissione per le adozioni internazionali, ci dicono che nel 2018 ci  sono state:
– 1.130 coppie adottive
– 1.394 i minori stranieri per i quali è stata rilasciata l’autorizzazione all’ingresso in Italia a scopi adottivi.
In media 1,23 minori adottati per coppia. Dal 2000 ad oggi si adottano bambini più grandi, l’età media dei minori varia da 5 a 9 anni. Spesso accade che le ragazze e i ragazzi inizino a manifestare comportamenti aggressivi, violenti verso se, gli altri o i genitori normalmente tra i 12 ai 18 anni. Le famiglie adottive sono impreparate, prive di strumenti di “contenimento”, a cui si chiede troppo senza offrire nulla di concreto. Cosa fare?

Genitori adottivi alle prese con un vulcano che esplode

Senza entrare nel merito del perché si adotta, e del fatto che l’indisponibilità di minori italiani fa si che si debba rivolgere all’estero, entriamo subito nel vivo del problema. Si adottano in media figli grandi: 5 – 9 anni, bambine/i che hanno un vivo ricordo del loro passato; molto spesso fatto di abusi, abbandoni, solitudine, maltrattamenti, situazioni di guerra ecc. Traumi che lasciano il segno.
Traumi che l’amore, la serenità, il benessere ecc. non cancellano!
Nel momento del trapasso da bambina ad adolescente (ma a volte molto prima) il vulcano si accende ed esplode la frustrazione accumulata e assopita. Violenza: i genitori vengono malmenati, riportando anche fratture gravi.  Rabbia: si vive urlando, in mezzo alle offese, alle critiche crudeli, nulla e nessuno è adeguato. Abbandoni: i minori si allontanano da casa, dormono fuori, lasciano la scuola, frequentano sconosciuti, rubano, usano droghe ecc facendo morire di crepacuore i malcapitati genitori.

Genitori a cui si chiede troppo senza offrire nulla in cambio

Che fare davanti alla violenza, la rabbia, i maltrattamenti continuati, l’abuso di ogni tipo?
Si chiede aiuto: alle Forze dell’Ordine, ai Servizi Sociali, alle strutture sul territorio che si occupano di adolescenti in “difficoltà”, alla Neuropsichiatria infantile, al servizio psichiatrico e psicologico della ASL, se non al SERD (servizi per le dipendenze).
I servizi pubblici sono in grado di sostenere i genitori?
E’ parere della maggioranza dei legali, che si occupano di minori, ritenere che il supporto pubblico sia molto scarso, e quindi insufficiente.
Si chiede infatti ai genitori di prendersi carico di situazioni più grandi di loro – perché dei traumi collezionati dai figli adottivi nessuno conosce la reale portata. Genitori la cui intenzione era SOLO quella di fare i genitori e del pari le loro competenze.

Che fare? Formazione e supporto psicologico

Si dice che la conoscenza renda liberi, ed è la verità!
I genitori adottivi dovrebbero essere formati, in maniera seria e responsabile sui rischi cui vanno in contro: previsione di corsi obbligatori sulle probabili escalation con cui si troveranno a convivere.
Formati sulle tecniche di risoluzione dei problemi il cd “problem solving” (tecniche e metodologie di analisi di una situazione e individuazione della soluzione migliore).
Dovrebbero essere seguiti da un operatore pubblico: psicologo o psichiatra fin dall’arrivo del minore Italia in modo da individuare al più presto le problematiche e intervenire prima che si arrivi all’ingestibilità della situazione. Dovrebbe essere disposta un’educativa domiciliare obbligatoria, di personale altamente formato, che sappia formare i genitori sul campo e individuare sul nascere le “disfunzioni”.

Se l’adolescente è già ingestibile, i genitori cosa possono fare?

Un buon consiglio è quello di proteggere anche la vostra vita!
Dato che nessuno vi ha formato, fatelo da soli.
I corsi di problem solving per gli insegnati sono un ottimo punto di partenza; studiate un po’ di pedagogia mirata. Studiate e insegnate ai vostri figli l’educazione sessuale, che è argomento interessante e diverso dalla pornografia (che già conoscono bene). Make Love è un buon manuale che trovate in tutte le biblioteche realizzato da  Ann-Marlene Henning, sessuologa, e Tina Bremer-Olszewski, giornalista, e adottato a scuola in Germania.
Rivolgetevi a ogni struttura sul territorio che tratta gli adolescenti in difficoltà. A Firenze c’è Villa Lorenzi, ma non solo quello, e chiedete aiuto.
Fatevi seguire da uno psicologo cui raccontare il vostro disagio; dedicatevi a un vostro percorso psicologico individuale o di coppia.
Rivolgetevi a un avvocato cui rappresentare le problematiche che state vivendo con i figli adottivi: riceverete ottimi consigli.

Se è stato aperto un procedimento al Tribunale per i Minorenni?

Primo di tutto: non preoccupatevi, capita spesso!
Secondo: non è necessariamente colpa vostra. Voi siete stati giudicati capaci come genitori, non ve lo scordate!
Per cui rivolgetevi a un avvocato che tratti diritto minorile e fatevi aiutare. Non è possibile offrire pillole di saggezza generalizzate; ogni situazione ha la sua peculiarità e va studiata a fondo e individuate le vie di fuga.
I servizi sociali in Italia spesso non offrono quel supporto sperato e tutti li temono: questa è la realtà per cui siatene consapevoli.
L’adolescenza NON dura per sempre! Per cui le situazioni si evolvono, mutano e i problemi cambiano.

Grazie di aver letto l’approfondimento

Abbiamo realizzato questo scritto per fornire informazioni e chi si trova in difficoltà con i figli adottivi.
Lo studio legale Bearzotti è a tua disposizione per fornire ogni consulenza in materia di tutela dei tuoi diritti  e di quelli dei tuoi figli.
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