Licenziamento giusta causa provato con investigatori privati

Licenziamento giusta causa provato con investigatori privati Licenziamento giusta causa provato con investigatori privati

Licenziamento giusta causa.

Licenziamento giusta causa. La tutela che un tempo era riservata  al lavoratore è molto cambiata, sia in ambito legislativo che giudiziario. Un tempo, un ricorso al giudice del lavoro, avverso un licenziamento sfociava con alte probabilità, in un ordine di reintegrazione (cioè di poter riprendere il lavoro); ora non più. Da un lato la crisi economica e la carenza di posti di lavori, dall’altra gli abusi  fatti che hanno penalizzato troppo le Imprese.

IL FATTO

Un lavoratore è stato licenziato per non aver rispettato l’orario di lavoro settimanale, previsto da contratto. L’agenzia assicurativa, che lo aveva assunto, ha provato tali gravi mancanze a mezzo di  investigatori privati.
Gli investigatori hanno seguito il dipendente e verificato che, invece di prestare la propria opera, faceva tutt’altro.
Appare evidente a tutti che, se una persona è pagata per lavorare, deve rispettare i propri obblighi e i turni di lavoro.
La questione, trattata dalla Cassazione, è se, il mezzo utilizzato investigatore privato possa considerarsi lecito.

POTERE DI CONTROLLO DEL DATORE DI LAVORO

La questione affrontata non è di scarso rilievo in quanto il potere di controllo sull’attività del dipendente è materia tutelata dallo Statuto dei Lavoratori. L’art.2 prevede il divieto, per il datore di lavoro, di adibire alla vigilanza sull’attività lavorativa, le guardie giurate, le quali non possono accedere nei locali dove si svolge tale attività, durante lo svolgimento della stessa. In caso di inosservanza, da parte di una guardia  giurata, l’Ispettorato del lavoro ne promuove presso il questore la sospensione dal servizio.
Il lavoratore ha diritto di svolgere le sue mansioni senza essere controllato,  con serenità,  per poter offrire il meglio di sé. Inoltre, trattandosi della parte debole del rapporto contrattuale, deve essere protetto in ogni aspetto della prestazione.

Corte di Cassazione  n. 8373/18 del 4 aprile 2018.

Il Giudice del Lavoro investito della questione, “licenziamento per giusta causa” , ha ritenuto che l’attività degli investigatori privati fosse lecita, in quanto:
– rientra nell’esercizio del potere di controllo da parte del datore di lavoro
– si è svolta in luoghi pubblici
– ha provato che il lavoratore, nell’orario del suo turno, svolgeva  altre attività non consentite.
La Cassazione ha ritenuto corretta la decisione specificando che il controllo “non era finalizzato ad accertare le modalità dell’adempimento dell’obbligazione lavorativa” ma altro,  cioè “l’assenza del dipendente dal luogo di lavoro da compiersi anche all’esterno della struttura aziendale” .
Quindi non il controllo su come veniva svolto il lavoro ma la verifica dell’assenza dal lavoro.

Lo studio tratta la materia del lavoro tutelando il lavoratore e l’Impresa; la visione a 360° permette di cogliere ogni aspetto delle questioni.

 

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