Maltrattamenti in famiglia

Alla violenza psicologica viene riconosciuta sempre più peso: offese e insulti  continui sono ormai inquadrati nel reato di maltrattamenti in famiglia. In questi termini si espressa recentissima Cassazione n. 34351/2020 perché dimostrano la ripetitività e ossessività delle condotte. Non abbiamo paura di denunciare situazioni di malessere, è nostro diritto vivere in famiglia in maniera dignitosa!

Reato art. 572 codice penale

Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da tre a sette anni. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità come definita ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero se il fatto è commesso con armi. Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a ventiquattro anni.

Cassazione IV penale n. 34351 del 25.11.2020

Gli Ermellini ritengono che gli episodi di prevaricazione nei confronti della moglie, consistiti  in continui insulti (sei una scrofa, come sei brutta, copriti, fai schifo, sei grassa, dovrei cambiare le porte perché non ci entri più, tra dieci anni ti cambio con una più giovane e più bella) pronunciati nella quotidianità della vita e non solo nel corso di litigi…” sono sufficienti a sorreggere il giudizio di ripetitività ed abitualità dei comportamenti richiesto dal delitto di cui all’art. 572 cod. pen., costituendo il nucleo di un abituale comportamento vessatorio ai danni della moglie dell’imputato” 

Cosa significa maltrattare?

Significa anche infliggere sofferenze morali a un familiare con comportamenti ritenuti vessatori. Cioè se l’intenzione di chi realizza queste violenze è quella di sopraffare una persona, di avvilirla, degradarla, in maniera ripetuta, costante nel tempo siamo davanti al reato di maltrattamento. Quindi anche in assenza di violenza fisica o di lesioni personali.

Grazie di aver letto l’approfondimento

Abbiamo realizzato questo scritto per fornire informazioni e chi si trova in situazioni di maltrattamenti in famiglia.
Lo studio legale Bearzotti è a tua disposizione per fornire ogni consulenza in materia di tutela dei tuoi diritti e di quelli dei tuoi figli.
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