Marito mammone

Ti sei mai chiesta se può essere addebitata la separazione al marito mammone che lascia il tetto coniugale per accudire la mamma? Di recente la Cassazione si è dovuta esprimere su questo quesito, stabilendo che l’abbandono del tetto coniugale è illecito, anche nel caso in cui  si va via per accudire la madre malata. Vediamo meglio insieme cosa si intende per addebito della separazione e cosa stabilisce l’ordinanza della Cassazione.

Separazione con addebito

Separarsi, è sempre possibile? Sì! Infatti è sufficiente una qualsiasi ragione – dal semplice non ti amo più – per decidere di interrompere lecitamente la coabitazione. Separarsi vuol dire essere autorizzati dal un Giudice a non vivere più insieme.
Cosa accade se me ne vado senza essere autorizzato? Se l’altro è d’accordo nulla. Se invece non incontri i favori della moglie/marito realizzi un comportamento illecito, più nel dettaglio una violazione grave dei doveri coniugali.
Quali sono i doveri coniugali? L’art. 143 cc li elenca: obbligo alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.
Ipoteticamente la violazione di ognuno di questi, può essere posto alla basa di una richiesta di addebito. Cioè una richiesta di attribuzione della colpa per la separazione. La conseguenza è che una sentenza di addebito fa venir meno il diritto al mantenimento e i diritti sull’eredità.

Convivenza è un dovere coniugale

La convivenza è un obbligo/dovere coniugale, quindi la sua inosservanza può comportare l‘addebito della separazione. La convivenza è un dovere fondamentale del matrimonio. Solo vivendo insieme si realizza quella reciproca assistenza morale e materiale che sta alla base della famiglia.
Nel caso che affrontiamo il marito mammone che decide di tornare dalla mamma, anche se per assisterla, in danno alla moglie, realizza un comportamento illecito.
Ma dopo quanto tempo si può parlare di abbandono del tetto coniugale? Ai fini dell’addebito della separazione non è importante il tempo in termini di quantità. Ciò che importa è l’intento, cioè la volontà di non voler più ritornare a casa. Quindi se mette in atto comportamenti che fanno presumere una volontà definitiva di abbandonare la casa, bastano anche pochi giorni.

L’ordinanza della Cassazione

La Cassazione con ordinanza n. 1448 del 2020 ha confermato l’addebito della separazione a carico del marito andato via di casa per accudire la madre malata. Il comportamento del marito mammone è stato ritenuto determinante per la fine della relazione tra i coniugi. Nel caso di specie il marito si è difeso invocando altri motivi per la rottura del rapporto, quali i disturbi psicologici ipocondria, depressione e gelosia. Tuttavia, secondo gli Ermellini,  i disturbi, anche se presenti non possono essere posti alla base, quanto invece proprio l’abbandono del marito del domicilio, non giustificabile dalla “esigenza di accudire la madre“. Il marito infatti poteva benissimo prendersi cura della madre in altri modi, non necessariamente abbandonando la propria famiglia.

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