maternità facoltativa per il libero professionista in preadozione: anche senza legge!

maternità facoltativa per il libero professionista in preadozione: anche senza legge! maternità facoltativa per il libero professionista in preadozione: anche senza legge!

maternità facoltativa

Maternità facoltativa s’intende  il diritto del padre a percepire l’indennità di maternità in alternativa alla madre. Fino all’intervento delle Corte Costituzionale, paragrafo successivo,  tale diritto era escluso per i padri affidatari in preadozione. La Cassa Forense – per capirci l’equivalente dell’INPS per gli avvocati- ha fatto da apripista per tutti i professionisti. Vediamo come è nata e come si è dipanata la vicenda.

sentenza n. 385/2005 della Corte Costituzionale leggi qui

Era stata sollevata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 70 e 72 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 leggi qui (TU  sostegno della maternità e della paternità), nella parte in cui non consentono al padre libero professionista, affidatario in preadozione di un minore, di beneficiare – in alternativa alla madre – dell’indennità di maternità durante i primi tre mesi successivi all’ingresso del bambino nella famiglia. Il d.lgs. n. 151 del 2001  rappresenta l’esito di un’evoluzione legislativa che ha modificato profondamente la disciplina della tutela della maternità, estendendo al padre lavoratore ed ai genitori adottivi i diritti in precedenza spettanti alla sola madre, a protezione del preminente interesse della prole.
Come osserva il Giudice delle Leggi, la legge circoscrive al solo padre lavoratore la possibilità  di fruire della maternità facoltativa; escludendo il libero professionista. . Situazione del tutti ingiustificabile e quindi illegittima costituzionalmente.

finalità della maternità facoltativa

Come già indicato in altri scritti,  il  congedo parentale   e i riposi giornalieri non vedono più come protagonista, intesa come figura da tutelare, la  madre o il padre:  bensì il   preminente interesse del minore . Questi, come affermato ormai all’unanimità da molte sentenze,   ha diritto di ricevere, cure, affetto ed educazione  da entrambi i genitori  per soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali  (sentenza n. 179 del 1993). Pertanto affinché si realizzi lo sviluppo armonioso delle sua personalità ha diritto di godere della presenza di entrambi i genitori.
Per questa ragione padre e madre sono entrambi titolari del diritto di chiedere la cd “maternità alternativa”

CASSA FORENSE fa da apripista ai professionisti

Il CdA della Cassa, con la delibera del 20 giugno 2018, ha deciso di riconoscere anche ai professionisti, padri adottivi o affidatari, il diritto a percepire l’indennità di maternità in alternativa alla madre. Ciò  anche se  il legislatore, come da invito dalla Consulta, non sia ancora intervenuto.  La decisione è maturata a seguito dell’accoglimento della domanda, proposta da un padre avvocato a  fronte del diniego ricevuto della cassa Forense di provvedere all’erogazione della “maternità alternativa” a seguito di adozione.

 cassazione 27 aprile 2018 n. 10282

La Cassazione sez. lavoro  27.4. 2018 n. 10282 ha acconto il ricorso del padre avvocato e ha enunciato il seguente principio:  non può essere contestato che l’affermazione del diritto del padre adottivo libero professionista, in alternativa alla madre, a fruire dell’indennità di maternità ha natura imperativa e deve essere applicato con l’efficacia stabilita dall’art. 136 Cost.  In attesa dell’intervento del legislatore… il giudice a quo è, comunque, tenuto ad individuare sul piano interpretativo la regola per il caso concreto che dia concreta vitalità al principio imperativo stabilito con la sentenza di accoglimento”.

ADEMPIMENTI per il PADRE professionista

La Cassa  Forense, nel  riconoscere quindi agli avvocati, padri adottivi o affidatari, il diritto a percepire l’indennità di maternità, in alternativa alla madre, come indicato nell’art. 72 del d.lgs. n. 151/2001, richiede:
–  un’ autocertificazione da parte della madre attestante l’attività lavorativa svolta,
– l’indicazione dell’ente previdenziale di appartenenza della madre e il mancato percepimento dell’indennità;
– dichiarazione di rinuncia alla presentazione della relativa domanda da parte della madre.

Grazie di aver letto l’articolo; siamo a vostra disposizione per un consuto.

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