MINACCE, come difendersi da compagni e adulti

MINACCE, come difendersi da compagni e adulti MINACCE, come difendersi da compagni e adulti

MINACCE: un reato

Minacce un reato. Si realizza quando: ci viene prospettato un danno  ingiusto: es un danno fisico, psicologico, materiale Ti spacco la faccia; racconto a tutti che non sei figlio di tuo padre; ti straccio vestiti e andrai in giro nudo….
La minaccia è graduata da lieve a grave (ec ti ammazzo) anche se commessa da più persone riunite insieme, o con l’uso delle armi.
E’ utile sapere che i delitti contro le libertà morale più frequenti sono 612: minaccia, 610 violenza privata (costringere un essere umano, con violenza o minaccia, a fare tollerare o non fare qualcosa) 612 bis atti persecutori stalking (accade quando con condotte ripetute nel tempo veniamo minacciati o molestati in maniera tale da provocarci uno stato di ansia o di paura o il fondato timore per l’incolumità nostra o di una persona a noi cara oppure siamo costretti a cambiare il nostro site di vita).

Cosa fare se siamo minacciati

Un adolescente mi ha chiesto: come faccio a far si che una minaccia non venga ripetuta?
Quest’età è particolare, porta con se incertezza e errori; come indicato nell’approfondimento adolescenza 
Di fronte alle minacce, quindi a episodi che ci hanno ferito dentro, bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere;  e chiedere a noi stessi cosa sono disposto a tollerare e cosa no?
Seconda domanda, se non sono disposto più a tollerare, che faccio: vado via? reagisco? mi rivolgo a un adulto?

POSSIBILI REAZIONI ALLE MINACCE

La “fuga” è ritenuta giuridicamente DOVEROSA davanti a situazioni di pericolo, come accade tutte le volte che riceviamo minacce. Magari uno si vergogna a “fuggire” ; e anche qui bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere;  e chiedere a noi stessi: quanto sono disposto a  rischiare? anche a mettere a repentaglio la mia persona?
Se decido di  “reagire”  ho deciso che vale la pena di mettere a repentaglio la mia persona. E’ un grave rischio che non coinvolge solo l’interessato ma anche i suoi cari. Spesso la reazione, che provoca altra reazione, e si autoalimenta fino a diventare una montagna,  ha condotto anche il più riflessivo a  perdere la testa. A volte (più di rado) è servita a dimostrare che non siamo disposti a subire ingiustizie. Per  capire cosa fare è importante sempre riflettere e cercare di comprendere chi abbiamo davanti.
E se mi rivolgo a un’adulto?

ADULTI E  forze dell’ordine

Raccontare il nostro turbamento non è mai da  sfigati.  Non necessariamente a un genitore, se non abbiamo voglia di far sapere ciò che ci accade, o se ci vergognano, o se abbiamo il timore di non essere capiti o addirittura derisi. Possiamo parlare con un’insegnate amico; un’amica/o di famiglia con il quale ci sentiamo in sintonia. Cerchiamo un adulto che gode della nostra fiducia e sfoghiamoci. Nessuno è un supereroe e tutti indistintamente abbiamo delle fragilità. Pensate non sappiamo nemmeno stare senza respirare per pochi minuti!! Altroché se siamo fragili..
Ricordiamoci che se non abbiamo a disposizione un’adulto che gode della nostra fiducia (e può capitare) possiamo SEMPRE far conto sulle Forze dell’Ordine.  Esistono per aiutarci in situazioni in cui ci sentiamo in pericolo diretto, o anche se il pericolo lo vive una persona a noi cara. Ci sono sezioni specializzate nell’ascolto degli adolescenti.  Sentire che dei perfetti sconosciuti si danno da fare per noi è una sensazione da provare nella vita!

Sentitevi liberi di chiamare lo studio legale e di prendere anche un appuntamento con noi; vi ascolteremo e consiglieremo gratuitamente se minorenni.

 

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