omicidio stradale, concorre il genitore se….

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OMICIDIO STRADALE

Omicidio stradale previsto dall’art. 589-bis. del codice penale recita, al primo comma: chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale e’ punito con la reclusione da due a sette anni.

IL fatto

Un bambino di tre anni è stato investito da un’autovettura, mentre attraversava le strisce pedonali insieme alla madre.
Purtroppo noi italiani siamo maestre e maestri d’inciviltà nella circolazione dei veicoli: NON rispettiamo i limiti di velocità, NON rispettiamo le distanze di sicurezza tra veicoli, NON rispettiamo di non usare il telefono alla guida e soprattutto NON CI FERMIAMO ALLE STRISCE PEDONALI per far passare i passanti.

RESPONSABILITÀ del genitore 


Il Tribunale prima e successivamente a Corte di Appello, confermato dalla Cassazione, (per inammissibilità del ricorso di appello), ha ritenuto responsabile dell’omicidio stradale anche la madre non accogliendo la tesi dell’eccezionalità del fatto occorso.

DIRITTO dei minori a essere vigilati dai genitori

I minori per immaturità ed inesperienza sono novellini nelle vicende della vita.
Sicuramente un bambino di tre anni, per quanto sappia camminare, è totalmente incapace di prevedere il pericolo che può derivare dall’attraversare una strada. Pertanto la sua andatura è pericolosa e necessita di stretta sorveglianza da parte del genitore.
Ne consegue che, il familiare, che omette di attuare su di lui una attenta vigilanza ne risponde davanti alla legge per colpa,in questo caso omicidio stradale,  come indica la sentenza in esame.

cassazione penale sez IV  sentenza n.29505-19 aprile – 28 giugno2018

La madre, come detto,  aveva tentato una difesa eccependo l’eccezionalità del  fatto.
Purtroppo  non è affatto eccezionale che le automobili non rispettino l’obbligo di fermarsi davanti alle  strisce pedonali. Questo fatto è noto a tutti.
La Suprema Corte ha infatti ritenuto la responsabilità della madre nell’omicidio stradale  ” avendo omesso di esercitare la vigilanza sul figlio all’atto dell’attraversamento della strada e in particolare avendo omesso di porre in essere le dovute cautele nella fase dell’attraversamento, come quella di accertarsi previamente che non passassero veicoli e, soprattutto, quella di tenere per mano il figlio, non impediva il verificarsi dell’evento».

COncorso del reato da parte del genitore

La Corte parla di cooperazione colposa:«non essendo ammissibile considerare l’incidente occorso al minore durante l’attraversamento della strada causa interruttiva del nesso causale, ma dovendosi, al contrario, considerare l’evento come realizzato in cooperazione colposa tra la conducente del veicolo e la madre».
La cooperazione  è stata ravvisata nelle seguenti violazioni: 
– non essersi preventivamente accertata che non sopraggiungessero veicoli
– soprattutto non aver trattenuto per mano il figlioletto.
Queste omissioni – al dovere di sorveglianza – hanno fatto si che l’evento si sia verificato; non avendo, la madre, ricoperto la massima posizione di garanzia sul figlio.

COMPETENZE

Lo  Studio si occupa di diritto penale dal 1991, altresì di risarcimento del danni derivante dalla circolazione di veicoli.

Grazie di aver letto l’articolo.

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