parcella avvocato: come posso contestare l’importo?

parcella avvocato: come posso contestare l'importo? parcella avvocato: come posso contestare l'importo?

PARCELLA AVVOCATO

Parcella avvocato un argomento che suscita  interesse.
Prima di tutto è importante fare un po’ di chiarezza. In pochi sanno che le tariffe legali sono determinate dalla legge! Per cui i legali non se le inventano lì per lì!
Le tabelle dei parametri forensi  sono allegate al D.M n. 55/2014,  che è stato aggiornato con il   D.M. n. 37/2018 (Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26 aprile 2018) che ha introdotto anche le ipotesi relative  ai procedimenti di  mediazione e negoziazione assistita   vedi).

PAGARE IL PROFESSIONISTA

Ogni lavoro che viene svolto a nostro favore ha come contropartita il pagamento di una somma di denaro; questa è la merce di scambio.  Ciò vale anche per le professioni intellettuali come quella legale.
Come indicato sopra, l’importo è predeterminato da tabelle ministeriali, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale per cui sono liberamente consultabili e confrontabili.
Fino a pochi anni fa la redazione della “parcella avvocato” era un vero e proprio lavoro che richiedeva varie ore. Adesso le voci sono poche e una volta impostato il renge (minimo medio massimo) è questione di attimo.
Pertanto sbagliarsi è assai difficile e, come detto, è altrettanto facile verificare.

Quanto la parcella avvocato non viene pagata

Per ottenere il pagamento del dovuto anche l’avvocato, come ogni professionista (dal carrozziere  al notaio) può  rivolgersi a un giudice che emanerà un provvedimento di ingiunzione di pagamento. Il legale notificherà il decreto ingiuntivo al cliente e questi, se riterrà di contestare quanto ingiunto, si opporrà al decreto.

ONERE PROBATORIO

L’avvocato dovrà dimostrare di aver svolto una prestazione a favore del Sig. Ross , di aver applicato le tariffe professionali vigenti per l’opera prestata, di non essere stato pagato.
Il Sig. Rossi  dovrà dimostrare che la prestazione era diversa, che le tariffe applicate erano errate o che ha già pagato la somma.
Insomma ogni persona che agisce davanti all’autorità giudiziaria deve dimostrare i fatti posti a fondamento della propria pretesa.

Cassazione civile, sez IV, ordinanza n. 10408 del 2 maggio 2018

La Cassazione in questa ordinanza  ribadisce ancora questo concetto dell’onere probatorio.
Cioè che chi ritiene che l’ammontare delle prestazioni professionali richieste sia “esorbitante”  deve contestare efficacemente l’ammontare; cioè deve fornire la prova che  il compenso non è dovuto o lo è in maniera diversa. Dimostrare vuol dire portare delle prove a sostegno di quanto affermato. Diversamente, come nel caso in esame, si vedrà respingere l’opposizione e applicare la condanna alle spese.

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