PERMESSO DI SOGGIORNO per lavoro: guida pratica

PERMESSO DI SOGGIORNO per lavoro: guida pratica PERMESSO DI SOGGIORNO per lavoro: guida pratica

PERMESSO DI SOGGIORNO PER LAVORO

Il permesso di soggiorno è un documento rilasciato dalla Questura che mi permette di lavorare in Italia regolarmente. La legge che regola l’immigrazione è il TESTO UNICO sull’immigrazione   Se  ho il permesso di soggiorno posso chiedere la carta d’identità, la tessera sanitaria, aprire un conto bancario, uscire e rientrare da territorio nazionale e molto altro.

DA SAPERE:

Gli stranieri (extra UE)  e gli apolidi (cioè senza cittadinanza) per essere “regolari” in Italia devono avere il permesso di soggiorno.
I cittadini della comunità europea, in base ai Trattati europei, possono entrare in Italia semplicemente presentando il documento d’identità, senza bisogno di un  passaporto o di un visto d’ingresso.

REGOLARI IN ITALIA

Posso entrare in Italia perché ho problemi di salute,  oppure per visitare l’Italia (turismo),  per studiare, per  unirmi alla mia famiglia che già risiede in Italia, oppure per venire a lavorate in Italia.  Lo straniero può lavorare in Italia se ha  una promessa di lavoro. Cioè se ha trovato un datore di lavoro disponibile ad assumerlo; vediamo i passaggi necessari.

PERMESSO DI SOGGIORNO PER LAVORO SUBORDINATO I PASSAGGI:

– DECRETO FLUSSI migratori
– RICHIESTA del DATORE di  LAVORO
– NULLA OSTA
– SOTTOSCRIZIONE della PROPOSTA  di Lavoro
– VISTO DI INGRESSO
– CONTRATTO DI LAVORO
– RICHIESTA PERMESSO DI SOGGIORNO

IL DECRETO DEI FLUSSI

L’ingresso in Italia  avviene unicamente sulla base del numero di persone stabilite nel “decreto dei flussi”.
Il decreto è pubblicato normalmente ogni anno e di solito nel mese di febbraio; qui sono scritte le categorie e il numero massimo di posti disponibili per i lavoratori autonomi e subordinati (anche stagionali). Ci sono anche dei posti riservati per chi ha ha fatto degli studi nel paese di origine o per i lavoratori di origine italiana.

COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO

Se vuoi assumere uno straniero di cui hai conoscenza diretta, es “Mario Rossi”, oppure se non conosci nessuno, devi seguire il procedimento indicato all`art. 22 TU imm. Cioè devi richiedere il nullaosta al lavoro per “Mario Rossi”‘ o per una o più persone iscritte nelle liste di cui all’articolo 21, comma 5. Queste liste sono frutto di accordi degli Stati esteri con l’Italia e sono regolate direttamente nel decreto flussi che prevede la creazione di “un’anagrafe annuale informatizzata delle offerte e delle richieste di lavoro e stabilisce le modalità di collegamento con l’archivio organizzato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (I.N.P.S.) e con le questure.”  Se non sei esperto con internet  è meglio se  chiedi aiuto.

IL NULLAOSTA AL LAVORO

Trovato il lavoratore che conosci, o scelto dalle liste, devi  presentare la richiesta di nullaosta,  online, sul sito del Ministero dell’Interno. Prima devi registrarti al SPID (il sistema di accesso con un’identità digitale) vedi https://nullaostalavoro.dlci.interno.it. . Quando presenti la domanda devi avere già alcuni documenti:
a) la  dichiarazione di “disponibilità di alloggio” per il lavoratore straniero;
b)  la proposta di contratto di soggiorno  (vedi paragrafo seguente)
c) la promessa di pagare le spese di viaggio in caso di rimpatrio dello straniero
d) l`impegno di comunicare ogni variazione del rapporto di lavoro.
La domanda la spedisci allo Sportello Unico, automaticamente perché telematica. Qui viene verificata e, dopo due mesi, se va tutto bene e se ci sono tutti i documenti, lo Sportello Unico ti rilascia il nullaosta al lavoro. Questa è l’autorizzazione per te  ad assumere lo straniero.

PROPOSTA DI CONTRATTO

Se sei un datore di lavoro che hai ottenuto il nulla osta di cui sopra, sarai convocato dallo Sportello Unico per l’immigrazione, presso la Prefettura, per sottoscrivere la proposta di contratto di soggiorno per il futuro lavoratore.

VISTO DI INGRESSO IN ITALIA

Il nullaosta, di cui sopra è inviato alla rappresentanza consolare italiana del paese di origine dello straniero. Il futuro lavoratore adempie a una serie di attività e deposita vari documenti indicati dal Consolato. Al termine ottiene il visto d’ingresso “per motivi di lavoro ” il codice fiscale e può entrare in Italia regolarmente.
Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia deve sottoscrivere il contratto di lavoro, presso lo sportello dell’immigrazione, insieme al datore di lavoro. Con questo documento richiede il permesso di soggiorno.

COME SI RICHIEDE IL PERMESSO DI SOGGIORNO?

Chiedo il permesso  all’Ufficio Immigrazione della Questura della provincia dove abito. Per chiedere il permesso devo andare all`ufficio postale abilitato oppure al Comune e ai patronati  dove mi danno il KIT a banda gialla.
Devo seguire tutte le istruzioni (tradotte nelle principali lingue)  e poi consegnare domanda e documenti (vedi paragrafo sotto) all’ufficio postale. Al termine delle operazioni mi danno una ricevuta –  è la prova della richiesta – devo tenerla con grande cura e presentarla a ogni controllo di Polizia.  Ogni attività successiva  si svolgerà in Questura.
La procedura è MOLTO LENTA per cui non mi devo preoccupare se passerà molto tempo prima di poter andare in Questura (anche se viene superata la scadenza)  perché la domanda resta valida.

DOCUMENTI DA ALLEGARE ALLA DOMANDA DI PERMESSO DI SOGGIORNO PER LAVORO

Oltre al modulo da compilare devo avere una  copia:
– del passaporto, o altro documento valido con il visto d’ingresso
– del contratto di soggiorno per lavoro già sottoscritto
e pagare un bollettino postale  ed acquistare una marca da bollo da € 16.00.

RILASCIO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Verrò chiamato dalla Questura, anche molto tempo dopo la presentazione della domanda; qui mi raccolgono le impronte digitali e la fotosegnalazione;  al termine mi danno  una copia della richiesta (di rilascio di permesso di soggiorno) con il timbro dell’ufficio e la data del ritiro del futuro permesso. Questa  ricevuta attesta la mia regolate presenza in Italia.
Spesso il permesso  viene consegnato molto dopo la data indicata per il ritiro.  Non mi devo preoccupare perché la ricevuta della Questura resta valida  anche dopo la scadenza.
Alla fine mi consegnano il permesso di soggiorno, che devo ritirare alla Questura.
Il permesso ha una scadenza, se voglio restare ancora a lavorare in Italia, prima di quella data  devo presentare una nuova domanda per un nuovo permesso di soggiorno.

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Lo studio è a vostra disposizione per fornire ogni consulenza in materia di immigrazione chiamateci senza impegno.

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