RICORSO per DIVORZIO

Ricorso per divorzio ha la funzione di sciogliere il matrimonio. Sia che ci sia spostai in chiesa o in comune per decretare la fine di un matrimonio si deve divorziare. Molti pensano che essere separati sia sufficiente, ma non è affatto così! Essere separati vuol dire SOLO: essere autorizzati a vivere per conto proprio e lo scioglimento della comunione dei beni. Per tutto il resto siamo coniugi. Cioè tutti i diritti e i doveri legati a questo status permangono inalterati. Quindi: il dovere di assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e a contribuire ai bisogni della famiglia (143 Codice Civile).

PERCHE’ DIVORZIARE

Per non essere più coniugi! Perché l’EX non sia mio successore per causa di morte; per non dover occuparmi di lui in caso di sua malattia o nel caso di perdita del lavoro. Per porre definitivamente la parola FINE a un vincolo che non ha più ragione di permanere. Anche per dare una svolta alla nostra vita.

COME SI DIVORZIA?

Ci sono diversi metodi:
– GIUDIZIALE: un coniuge si rivolge al Tribunale di residenza (che può variare da quello della separazione se i coniugi hanno mutato residenza) presentando il ricorso per divorzio con l’assistenza obbligatoria di un avvocato civilista.
– CONSENSUALE ci si rivolge sempre al Tribunale di residenza, presentando il ricorso per divorzio, ma congiuntamente. Cioè? Vuol dire che concorderanno insieme le condizioni di divorzio. C’è sempre l’assistenza obbligatoria di un avvocato civilista per parte o di uno per entrambi i coniugi.
– NEGOZIAZIONE ASSISTITA ci si rivolge a un avvocato civilista che, sulla base delle indicazioni dei coniugi, predispone un atto che avrà gli stessi effetti di una sentenza di scioglimento del matrimonio; ma in tempi brevissimi (anche 15 giorni).
– COMUNE i coniugi , da soli, possono prendere appuntamento con l’ufficio predisposto in ogni Comune e indicare le condizioni che hanno scelto per divorziare leggi di più.

QUALE METODO SCEGLIERE?

Dipende! E’ come decidere se andare o meno dal dentista. Se ho un forte dolore o una situazione evidente che richiede un pronto intervento non potrò fare a meno del professionista. Se ho un dolorino che con un po’ di analgesico passa potrò fare da solo. L’esempio sembra banale ma non lo è .
Con l’accesso alla rete, dove abbiamo a disposizioni modelli di ricorsi, spiegazioni  e molto di più, ci sentiamo sufficientemente istruiti per fare da soli.
Bisogna considerare che, quanto ci si trovi ad essere “la parte”, si possano prendere decisioni ove l’aspetto emotivo ha il  sopravvento su quello razionale. Ad esempio accettando condizioni inique, pur di chiudere velocemente un rapporto esacerbante.  Ricordiamoci che, quell’iniquità, continuerà nel tempo e sarà probabilmente motivo di ripensamento, se non di rimorso. La scelta di rivolgersi a un avvocato per le questioni fondamentali della vita può risultare vincente sul lungo periodo

Se avete dubbi, se volete parlarne, chiamaci!

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